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Ad Alghero grande consenso attorno alla mobilitazione popolare per liberare e difendere Punta Giglio_di Fabio Salis

Lo scorso 21 febbraio è nato nella città catalana il Comitato per Punta Giglio, un’organizzazione di tutela ambientale che si pone l’obiettivo di informare e sensibilizzare la cittadinanza sul grande valore e importanza che il promontorio di Punta Giglio riveste dal punto di vista naturalistico e identitario.


Questo bene comune, parte integrante del Parco Naturale Regionale di Porto Conte, è oggetto del progetto “Rifugio di Mare”, i cui lavori si stanno realizzando nelle strutture dell’ex Batteria SR413 che sono situate nelle falesie, all’interno di una zona a tutela assoluta, soggetta a vincoli speciali ambientali SIC (Sito di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone Speciali di Conservazione) della rete ecologica Natura 2000, costituita dall’Unione Europea con lo scopo di tutelare gli habitat naturali e le biodiversità.


In piazza Porta Terra, nel centro storico di Alghero, ha avuto luogo il 17 maggio un incontro partecipato in cui il Comitato per Punta Giglio ha potuto farsi portavoce dal vivo del dibattito che da mesi anima la comunità della città catalana, in precedenza veicolato sui social a causa delle restrizioni anti-covid. Centinaia di cittadini hanno manifestato in piazza la propria contrarietà al progetto “Rifugio di mare”, attraverso la raccolta adesioni e firme che si è svolta dalle 10 alle 17 (sono state ben 900 quelle raccolte in quella giornata) ed esponendo fuori dalle finestre lenzuoli con scritte colorate per esprimere in maniera pacifica e creativa il dissenso al progetto. Gli algheresi hanno dimostrato di avere fortemente a cuore questo luogo identitario e la loro volontà è quella che rimanga intatto.
Nel pomeriggio è andato in scena un dibattito, moderato da Giovanni Salis e animato dai rappresentanti del Comitato Punta Giglio Libera, dei soci di Banca Etica, dell’associazione ambientalista Lipu, dello spazio pubblico e artistico ResPublica, dell’associazione studentesca Natura Viva, del movimento Liberu e di varie associazioni culturali locali, tra cui Lo Teatri e Nel Vivo della Storia.


Durante l’incontro sono intervenute anche altre figure, dando spazio ai propri dubbi e perplessità sulla vicenda: il medico Paola Correddu, l’architetto Giovanni Joan Oliva, il biologo Toni Torre, l’ingegnere Mauro Strinna, lo storico Rolando Galligani, lo psicologo Gregorio Salis, gli ambientalisti Francesco Guillot e Roberto Barbieri, la studentessa Francesca, l’artista Pietro Mureddu, l’attore Ignazio Chessa e l’artigiano Gianni Cabitta.
La giornata è terminata con il canto delle berte maggiori che si sente nella falesia durante le notti di luna nuova, simile al pianto di un neonato, e a cui si associano i miti fondativi della cultura mediterranea. Il comitato ha dedicato il canto “Punta Giglio Libera” agli abitanti della falesia e ai bambini, che saranno i cittadini di domani, per rimarcare la necessità di fermare i lavori sul promontorio.


Nei giorni successivi il comitato ha ricevuto l’appoggio anche da parte del Comitato di Borgata di Maristella, da oltre trent’anni attivo per la promozione sostenibile del territorio, e di quello di Borgata di Sa Segada-Tanca Farrà. Nel frattempo è proseguita anche la raccolta firme e fondi: a partire dal 22 maggio gli attivisti saranno presenti tutti i mercoledì dalle 10 alle 13 al mercatino della Pietraia; i giovedì al mercatino della Coldiretti, dalle 9.30 alle 13.30; i sabati nel Largo San Francesco (dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19). Inoltre, per coloro che desiderassero aderire alla raccolta firme, è possibile anche inviare una mail, indicando i propri dati anagrafici a puntagigliolibero@gmail.com.  
“Punta Giglio Alghero” è la pagina ufficiale su Facebook per rimanere aggiornati sulla mobilitazione.

Fotografia di Maurizio Artizzu