Durante l’estate appena trascorsa, il movimento “Prima Ravello” ha approfondito diversi temi legati alla formazione civica, affrontando argomenti come risparmio energetico, inquinamento ambientale, ottimizzazione delle risorse e usi e costumi locali. Da queste riflessioni è nata un’idea che, se da un lato tocca una tradizione radicata, dall’altro propone una prospettiva innovativa e solidale. Dal confronto è emersa una idea/proposta che per alcuni aspetti è decisamente delicata, ma per molti altri è fortemente innovativa con risvolti straordinari di civiltà e modernità.

A Ravello e non solo, dall’avvento della corrente elettrica è invalsa l’usanza di testimoniare il nostro rispetto e amore per i cari defunti sostituendo gli arcaici e pericolosi “lumini”, con più sicure e pulite “lampadine”: quella fissa a simbolo del ricordo del caro estinto e a richiamo dell’invocazione “risplenda ad essi la luce perpetua” e, in occasione della commemorazione dei defunti del 2 novembre, una moltiplicazione occasionale delle lampade, ma con un significato poco o nulla chiaro.
Con il più profondo rispetto per l’intera questione, ma ancor più per quanti ritengono questa pratica positiva, ci siamo soffermati su alcune considerazioni:
- Alcun suffragio per le anime dei defunti può derivare da una pratica commerciale;
- La variabilità del numero di lampade (5-10-15-20) sulle tombe, è più vicina ad un redditometro e/o alimentatore di inciuci, che ad un misuratore di “amore per il defunto”;
- Quanto pesa lo spreco energetico ed economico?
- Un vecchio adagio recita “uso non mettere e uso non levare”;
- Rispetto alla normalità annuale della “lampada perpetua” come si può sottolineare la straordinarietà occasionale della commemorazione dei defunti?
- Non sarebbe più nobile destinare la stessa spesa a un’opera di solidarietà, capace di rendere onore ai nostri cari in maniera concreta?
- Come si potrebbero spendere gli stessi soldi facendo sapere a tutti che l’amore ed il ricordo dei nostri cari è forte e vivo?
- Se potessimo chiedere direttamente ai nostri defunti, non sarebbero forse più felici di vedere che il loro ricordo accende speranza in chi soffre?
Come vedete una discussione profonda e delicata che tocca l’intima sensibilità delle persone anche su una tematica decisamente meno importante di altre come la Sanità, il Dissesto idrogeologico, la Scuola, la Viabilità, etc.; in ogni caso la nostra attenzione è stata posta in modo rigoroso sulla necessità di avere METODO nel percorso decisionale, REGOLE nel valutare ogni sfaccettatura, EQUILIBRIO nel ponderare la decisione finale; tre parole che dovrebbero accompagnare ogni Amministratore pubblico nelle sue scelte.
Il procedimento ha dato i suoi frutti, e la proposta si è concretizzata: NON ACCENDIAMO LAMPADINE OCCASIONALI IL 2 NOVEMBRE, MA PROVIAMO AD ACCENDERE LA LUCE DELLA SPERANZA NEGLI OCCHI DI CHI SOFFRE: COME?
Al posto delle lampadine, a fianco alla luce perpetua, mettiamo una croce con una scritta per dichiarare al mondo che, a suffragio e per la memoria dei nostri cari, il nostro amore per loro ci ha spinti a fare una donazione ad una associazione meritevole. La scelta unanime è caduta sull’associazione “STELLA COSTA D’AMALFI”, nata e voluta dalla famiglia di una nostra concittadina colpita da una malattia rara per la quale si sta tentando di trovare e sperimentare cure; le grandi aziende farmaceutiche non investono capitali e solo la generosità di tanti può aiutare e sostenere i ricercatori e i viaggi della speranza in USA e in Europa, Italia inclusa.
Una goccia in un oceano? NO! Se lo facciamo tutti insieme sarà un rivolo che darà speranza, e in ogni caso ci farà sentire tutti PIU’ COMUNITA’.
Ci teniamo a sottolineare che non vogliamo offendere nessuno per la scelta che ha fatto finora e che farà il 2 novembre prossimo per onorare la memoria dei propri defunti; non vogliamo eliminare un uso e un costume del nostro territorio, ma proponiamo solo di modificarlo leggermente per esaltare ancor più, e rendere più nobile, l’attenzione ed il ricordo per i nostri cari defunti che, siamo sicuri, se potessero ci sosterrebbero anche loro nella scelta.
Ovviamente la proposta va ben oltre i limiti comunali di Ravello e anche oltre la destinazione scelta per il ricavato della donazione, e chiunque vorrà sposare questa causa, anche in altri comuni, potrà fare una donazione di almeno 20 euro ricevendo il simbolo raffigurato sotto che potrà affiggere, a fianco alla luce perpetua, sulla lapide dei propri defunti in occasione della ricorrenza del 2 novembre.
Come fare? – È possibile effettuare la donazione di almeno 20 euro e ritirare il simbolo presso:
- Boutique The Zahir di Micol Schiavo, via dei Rufolo – tel. 089857249
- Hotel Toro, via Roma 16 – tel. 089857211
In copertina: Ravello – Panoramica da Villa Ruffolo. Ph. di Luca Aless

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